Racconto bilingue · Italiano / Español
IL TUNNEL / EL TÚNEL

Italiano
Entro in un giorno qualunque, inserisco il gettone nel tornello, poi scendo le scale fino al punto più profondo delle viscere di questo prodigio cittadino. L’odore è così caratteristico, un miscuglio di calore, olio, sensazioni, assolutamente indescrivibile. Le ombre dominano, luce gialla, colori pastello, malinconia nell’aria. Giacche, cravatte, uniformi, tante scarpe. La macchina arriva e ci inghiotte e uno dopo l’altro, di fretta, illuso, sconfitto, entriamo in questo ammasso di vecchi sedili imbottiti, gremito di esseri ignoti. In piedi, il viaggio comincia tra scossoni, accelerazioni, frenate, vibrazioni, in un equilibrio precario ma sostenuto dalle mie gambe adolescenti.
Le stazioni scorrono dai finestrini, raccontandomi la storia del paese, nei loro muri di piastrelle antiche. La luce resta scarsa e il buio del tunnel mi avvolge con inquietanti presagi, misteri inestricabili. La vecchia scuola mi reclama come ogni giorno. Il movimento si arresta.
La marea avanza imperiosa, decisa, trascinandomi. I colori diventano vividi, le luci invadono tutto. Magliette, pantaloncini e tante sneakers. Qualcuno suona una chitarra sulla banchina, un altro vende calzini. Qualcosa sembra diverso, ma l’odore è sempre lo stesso.
Salgo le scale e, anche se il frastuono è finito, le mie gambe tremano ancora. Fuori, la strada mi abbaglia in un giorno qualunque e, infilando la mano in tasca, trovo la tessera blu che mi riporta a questa realtà di sessant’anni maturi. Me ne accorgo: la vita è passata, penso con nostalgia, ma sono ancora lo stesso.
Inglese
Ingreso un día cualquiera, introduzco el cospel en el molinete, luego bajo las escaleras hasta lo más hondo de las entrañas de este prodigio citadino. El olor es tan característico, mezcla de calor, aceite, sentires, absolutamente indescriptible. Las sombras campean, luz amarilla, colores pastel, melancolía en el aire. Sacos, corbatas, uniformes, muchos zapatos. La máquina llega y nos engulle y uno a uno, apurado, ilusionado, derrotado, accedemos a este mamotreto de viejos asientos tapizados, atiborrado de seres ignotos. De pie, el viaje comienza entre zarandeos, aceleradas, frenadas, vibraciones, en un equilibrio precario pero asegurado por mis piernas adolescentes.
Las estaciones pasan por las ventanillas, enseñándome la historia del país, en sus paredes de azulejos arcaicos. La luz sigue escasa y la negrura del túnel me envuelve con inquietantes presagios, misterios inextricables. El viejo colegio me reclama como cada jornada. Cesa el movimiento.
La marea avanza imperiosa, decisiva, arrastrándome. Los colores se vuelven vivos, las luces lo invaden todo. Remeras, shorts y muchas zapatillas. Alguien toca una guitarra en el andén, otro vende medias. Algo parece distinto, pero el olor sigue siendo el mismo.
Asciendo por las escaleras, y si bien el traqueteo ha terminado, mis piernas penan trepidantes. Fuera la calle me deslumbra en un día cualquiera y al meter mi mano en el bolsillo, descubre la tarjeta azul que me trae a esta realidad de sesenta años maduros. Me percato, la vida ha pasado, pienso con nostalgia pero, sigo siendo el mismo.
Un racconto nel tunnel della metropolitana dove tempo e memoria si intrecciano in un viaggio urbano e interiore.
Continua a esplorare
